gio, 23 nov 2017 04:23
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Gare Porto di Brindisi
Autorità portuale > Cenni storici 
Brindisi deriva il suo nome da Brun, nome onomatopeico dell’acqua che circonda la città, o da Brunda “testa di cervo” proprio dalla forma del porto interno.
 
A seguito di ritrovamenti nel porto esterno nel promontorio di Punta le Terrare potrebbe attribuirsi a Brindisi un’origine Micenea, ma i primi insediamenti documentati si trovano nell’VIII sec. a.C. con i Messapi. La Brindisi messapica intratteneva già rapporti commerciali con le opposte sponde.
 
I Romani, che la conquistarono nel 266 a.C. elevandola poi a Municipio, collegarono la città con Roma realizzando la via Appia e la via Traiana e Brindisi divenne il principale porto Romano verso l’Oriente sia come base navale che come centro commerciale. Vi transitarono personaggi come Cicerone, Orazio e Virgilio che quivi visse e morì.
 
Il Medioevo segnò un periodo di decadenza, ma con i Normanni nel 1133 sotto Ruggero II Brindisi divenne città demaniale, fiorì per cultura e commerci ed il porto fu il principale imbarco per pellegrini e crociati diretti in Terra Santa.
 
Federico II di Svevia che la definì “Filia Solis”, nel 1225 nella Cattedrale sposò Jolanda di Brienne, iniziò la costruzione del Castello e ampliò l’arsenale situato nel seno di ponente del porto. L’arsenale poteva ricoverare ben venti navi laddove Napoli allora disponeva di un arsenale per otto navi.
 
Sotto il dominio degli Aragonesi venne costruita la fortezza dell’Isola di Sant’Andrea, ma nel 1449 il canale del porto fu ostruito e per oltre tre secoli la sua importanza fu fortemente ridimensionata.
 
Con i Borbone, nel 1775 durante il regno di Ferdinando IV di Napoli, furono risanate le paludi che attorniavano la città ed il canale di uscita del porto interno fu riaperto per opera dell’ing. Andrea Pigonati (Canale Pigonati), favorendo un periodo di crescita economica.
 
Tra il 1870 e il 1914 Brindisi divenne il terminale europeo della “Valigia delle Indie” che si identificava con la Peninsular ed Oriental Ltd di Londra, società concessionaria dei servizi postali tra l’Inghilterra, attraverso il land brigde europeo, verso l’Egitto e le Indie.
 
Durante le due Guerre Mondiali il porto di Brindisi, perché sicuro per la sua corografia, fu base militare e fu interessato da alcune servitù militari tuttora esistenti. Tra il settembre 1943 e febbraio 1944, la città fu capitale d’Italia e Vittorio Emanuele II con il Governo trovarono ospitalità a Brindisi.

Negli anni successivi dopo la costituzione di imprese meccaniche ed aeronavali e di una grande industria petrolchimica, oltre che di due centrali termoelettriche, il porto ha acquisito maggiori traffici commerciali a cui si è aggiunto un notevole traffico passeggeri.

Le Colonne sono da sempre il simbolo della città di Brindisi. Conosciute forse erroneamente come simbolo del termine dell'antica via Appia, rappresentavano in realtà un riferimento portuale per i naviganti dell'epoca.